- L'ANCORA 13 NOVEMBRE 1988
- L'ANCORA 1 SETTEMBRE 1996
- L'ANCORA 10 NOVEMBRE 1996
- VIGNEVINI N° 11 - 1996 - MERCATO
- L'ANCORA 13 SETTEMBRE 1998
- BAROLO & CO. APRILE '88 ANNO VI - NUMERO 3
- LA STAMPA SLOW FOOD EDITORE
- SPECIALE I NOSTRI SAPORI MERCOLEDI' 26 GENNAIO 2000
- PRATO CULTURA
L'ANCORA 13 NOVEMBRE 1988
UN PRODUTTORE DI SPIGNO AD UNA MANIFESTAZIONE ENOGASTRONOMICA
IL DOLCETTO D'ACQUI AL "CENACOLO" DI PRATO
Nella scorsa primavera su iniziativa del gruppo intercomunale ONAV (Organizzazione
Nazionale Assaggiatori Vino) di Acqui Terme furono presentati alla Enoteca Regionale di
acqui Terme cinque Dolcetti d'Acqui della vendemmia 1987.
La presentazione di questi vini fu riportata sul nostro giornale e sulla rivista specializzata
Barolo & CO.
La descrizione del Dolcetto d'Acqui prodotto dall'azienda agricola del Cav. Giuseppe Traversa di Spigno Monferrato attrasse l'attenzione di un gruppo di buongustai e intenditori appartenenti alla Confraternita Enogastronomia "Il Cenacolo" di Prato e alla Accademia Italiana della Cucina (delegazione di Prato).
Questi, preso contatto con il produttore di Spigno, hanno pensato di mettere il Dolcetto d'Acqui nei loro programmi.
Pertanto sabato 5 novembre, una delegazione dei due sodalizi di Prato è stata ospite dell'azienda agricola Traversa in località Bertolotto a Spigno M.to.
Facevano parte della comitiva: Marco Gramigni (Presidente del Cenacolo) Gianni Liberti, delegato Accademia Italiana della Cucina e Vicepresidente del Cenacolo, Piero Paquini, Osvaldo Baroncelli (titolare della trattoria "Da Bruno" a Prato e maestro di cucina del Cenacolo) Rolando Valzania (sommelier), tutti membri del "Cenacolo" di Prato.
Lo scopo della visita era quello di conoscere la zona, i vigneti della azienda e la gastronomia locale, al fine di concordare i piatti da presentare con il Dolcetto d'acqui ad una manifestazione enogastronomia che si terrà il 3 dicembre a Prato nei saloni della Villa della Contessa Ruscellai.
Alla manifestazione organizzata dalla Confraternita enogastronomica toscana, parteciperanno il sindaco di Prato e le autorità locali.
Saranno serviti solamente vini dell'azienda vitivinicola Traversa di Spigno Monferrato, prodotti del forno Branghetti di Prato e di Vivaldi, gelatiere di Firenze.
Al pranzo preparato sabato dalla famiglia Traversa (mobilitata al completo) e servito in azienda, hanno riscosso particolare successo e pertanto saranno portati alla manifestazione di Prato: gli antipasti (frittelle dolci di farina, peperoni alla bagna cauda, gli affettati) i ravioli al sugo con tartufo e affogati nel vino Dolcetto, la vera gallina ruspante con il "bagnet" (salsa verde), le formaggette del bek stagionate, di Montechiaro Alto (selezionate da Raffaello Rovera); il tutto accompagnato dal Dolcetto d'acqui della casa. "Le caratteristiche di finezza, di armonia e di tipicità d questo vino - ha spiegato agli ospiti l'Enologo Dr. Guido Rapetti - sono da attribuire a diversi fattori: il terreno, il microclima, la giacitura e l'altitudine medio-elevata (circa a 400 m. sul livello del mare), l'oculata cura del cantiniere nelle varie fasi di trasformazione ed affinamento.
La vendemmia viene ritardata al massimo, (non prima del mese di ottobre) e viene effettuata la cernita delle uve. Pertanto il mosto fermenta a temperatura moderadamente bassa (data la stagione avanzata) e la trasformazione molto lenta del mosto in vino permette l'esaltazione dei profumi e il gusto corposo e armonico (vinificazione a bassa temperatura naturale e non artificiale)".
"Brindiamo a questo inizio di conoscenza e collaborazione per il futuro - ha detto il Presidente del "Cenacolo" alzando il calice per il brindisi conclusivo - tutto eccezionale a livello di cucina e a livello di buon bere; da sottolineare la genuinità sia per i vini sia per la cucina.
L'ANCORA 1 SETTEMBRE 1996
LA SEZIONE ONAV DI ACQUI TERME
ANDANDO PER VINO TAPPA ALLA BERTOLOTTO
Dopo il consueto incontro per l'assaggio dei vini (il 1° giovedì del mese) ci siamo congedati dicendo: "Ci vediamo da Traversa". Partiamo e ci avviamo verso Spigno, facendo tappa nella antica abbazia di S. Quintino del 991 attraversando il ponte romano, e poi su e giù per le colline verso Serole. Ai confini tra la Langa e il Monferrato ad un'altitudine di circa 400 metri c'è la cascina Bertolotto condotta dalla famiglia Traversa.
La cascina è tra grandi alberi e sotto di essa la collina scende ad anfiteatro. La particolare esposizione, delle vigne, l'interazione di altre colture di noccioleti, mandorle, bosco ceduo, ginestre, timo, il microclima influenzato da venti di mare, caratterizzano sapori e profumi di uve e vino in modo particolare ed esclusivo. Laggiù, davanti alla casa vecchia scopriamo che c'è un albero di gelso ricco di more mature che tutti possiamo gustare, macchiandoci naturalmente le mani di blu.
E dopo.ci sono i vini, il signor Traversa ci offre l'aperitivo: cortese dell'Alto Monferrato D.O.C. "Il Barigi" dal profumo delicato e leggermente erbaceo, accompagnato da focaccina calda, salame, pancetta e raviolini alla piastra, che sono una chicca. Viene una acquolina in bocca che uno non sa cosa acchiappar per primo.
Ora va un po' meglio perché tutti avevano un buchino nello stomaco ma nessuno lo diceva. Ci sediamo ai tavoli e Traversa Junior ci fa gustare "La Birichina" Barbera del Monferrato D.O.C. del '95. Vno vivace, fruttato e abboccato particolarmente gradito con antipastini a base di uova, cucinate secondo una ricetta del '600, e una delizia di sugo di pomodoro da spalmare sul pane.
Segue dolcetto d'Acqui D.O.C. del '94 "La Cresta" di un bel rosso rubino e di gusto delicato e floreale. A sostegno del vino arriva un magnifico minestrone con i tagliolini che ha cotto per ben otto ore, seguito pazientemente dal cuoco, il signor Claudio Barisone.
La suggestione del luogo e l'aria già un po' sottile della sera si aggiungono al piacere dei buoni cibi e dei buoni vini favorendo l'atmosfera di allegria dei commensali.
Arriva a tavola "I Cheini" Barbera del Monferrato D.O.C. del '93 di un bel rosso rubino intenso e di gusto corposo, che lega perfettamente con la rosa dei formaggi servita: toma di Sant'Antonio della Valle Maira, formaggio di pecora alle erbe del Moncenisio, caprino conservato nella cenere di ginepro ed infine un gustosissimo abbinamento di Castelmagno e miele alle nocciole, accostamento dolce-salato che ricorda un antico sapore medioevale. Fa seguito alla cena rustica uno splendido zabaglione al brachetto dal profumo inebriante e dal gusto che ricorda quelli della nonna, accompagnato dal brachetto d'Acqui '95 prodotto dall'azienda. I vini sono stati offerti dall'Azienda Agricola Cascina Bertolotto. I formaggi sono stati offerti dal sig. Duberti.
SI cibi sono stati cucinati dalla famiglia Traversa e dal signor Claudio Barisone, Presidente della Pro Loco di Ovrano e membro dell'Accademia Italiana della Cucina.
Sezione O.N.A.V.
Acqui Terme
L'ANCORA 10 NOVEMBRE 1996
UNA NOTA DELLA COLDIRETTI ALESSANDRINA
IL 25 OTTOBRE E' TERMINATA LA VENDEMMIA NELL'ACQUESE
Spigno Monferrato. E' terminata la vendemmia nell'Acquese, è dalla Coldiretti di Alessandria, riceviamo questa nota:
"Le ultime uve di barbera hanno fatto il loro ingresso in cantina lo scorso 25 ottobre. E così, anche quest'anno, le fatiche della vendemmia sono finite. Il cav. Giuseppe Traversa ed il figlio Fabio, titolari dell'azienda agricola "Cascina Bertolotto", di Spigno Monferrato, guardano con orgoglio e buone prospettive all'annata vinicola '96. L'azienda sta perseguendo, da anni, un programma orientato esclusivamente alla valorizzazione dei vini locali ad altissima qualità: barbera, dolcetto, moscato e brachetto, e lo fa per promuovere e far conoscere il vino acquese in tutta Italia.
Tali risultati si ottengono principalmente partendo dalla conduzione del vigneto e, in secondo luogo, da tecniche enologiche più consone ai vini che si ntende ottenere. La conduzione del vigneto non viene lasciata al caso: le scelte agronomiche sono seguite costantemente da un tecnico, specializzato in viticoltura, della zona acquese della Col diretti alessandrina, il quale operando in un sistema integrato previsto dall'attuazione del regolamento Cee 2078/92, segue lo sviluppo vegetativo della vite, intervenendo nella gestione della difesa fitosanitaria solo nei momenti più adatti, al fine di ottenere delle produzioni qualitativamente superiori.
La dimostrazione di questo impegno è ben rappresentata dalle uve vendemmiate in questi giorni dall'azienda Bertolotto, uve che presentavano un grado di sanità eccellente, supportato dai risultati delle analisi chimico-fisiche effettuate al momento della raccolta. Le uve hanno presentato, infatti, valori di eccezionale qualità: un ph di 3, un'acidità totale di 12, un grado alcolico potenziale di 13,50.
Omettendo di citare, per non oberare i lettori di dati tecnici forse incomprensibili, i dati dell'indagine polifenolica, si può senz'altro affermare che queste uve, raccolte in vendemmia tardiva, possono, con appropriate metodologie di vinificazione, originare grandi vini da invecchiamento.
La struttura polifenolica ed il grado potenziale di queste uve consentono la produzione di vini superiori alla media, posizionabili in una fascia qualitativamente alta. Le loro caratteristiche organolettiche fanno sì, tra l'altro, che, col processo di invecchiamento, continuino ad affinarsi ed a migliorare col passare degli anni".
VIGNEVINI N° 11 - 1996 - MERCATO
VIN BIANC DI BERTOLOTTO, SPIGNO MONFERRATO
Salire da Spigno verso la Cascina Bertolotto è un'impresa che ci riporta a certe scene d'esterno dei film di Sergio Leone (quelli con Clint Eastwood, per intenderci). Superati i primi tornanti, ci si immerge in un paesaggio di calanchi, dove i dilavamenti pluviali hanno scavato profondi orridi e gole prive di vegetazione. Il terreno, depositato da un mare che si è ritirato dalla valle del Po qualche milione di anni fa, è ancor oggi ricchissimo di conchiglie, testimonianze silenziose di una vita scomparsa da Peoni. Poi, la sorpresa: deviando di poche decine di metri dalla strada provinciale che, proseguendo, ci porterebbe a Cortemilia, poco prima del passo di Serole, ci troviamo di botto in un altro mondo. Un anfiteatro di vigne poste in direzione est, sud e ovest, circondato da noccioleti, mandorli, bosco ceduo, ginestre, timo.insomma, una macchia mediterraneo-appenninica: ammesso che si possa accettare una definizione di questo genere. L'effetto comunque è sorprendente: il giovane Fabio Traversa, figlio di Giuseppe il titolare, mi dice che tutto dipende dal particolare microclima influenzato dai venti di mare e penso di potergli dare credito.
Lo stesso Fabio mi racconta come vengono raccolti i piccoli grappoli di moscato lasciati appassire sulla vite fino a tardo autunno e posti poi in locali arieggiati affinché la muffa nobile abbia a compiere il resto dell'operazione di concentrazione zuccherina. Selezionati i chicchi e spremutili sofficemente, si procede con la fermentazione che dura alcuni mesi, travasando più volte, senza chiarifica né filtrazione e lasciando affinare sucesivamente per almeno tre anni.
Il vino ottenuto, che da più di cent'anni viene usato come vino da messa, ha colore giallo dorato e un bouquet ampiamente etereo, ricco di solo apparenti coperture muschiate. Il sapore, nella sua aromatica dolcezza, è armonicamente vellutato,, di stoffa suadente, quasi serica. In bocca, quindi, solo la dolcezza stemperata dal ricordo lontano della mandorla amara: mai la stucchevolezza. Con questo vino possiamo solo meditare o, al più, appoggiarlo a un pezzetto di "bleu" ricoperto di miele d'acacia caldo.
CARLO RAVANELLO
L'ANCORA 13 SETTEMBRE 1998
ALLA CASCINA BERTOLOTTO DI SPIGNO L'ARTE DEL VINO E DELLA BUONA
TAVOLA.
Accqui Terme. La tavola è il banco di prova dell'agroalimentare: tutto quanto produce la terra, con il sudore del contadino, finisce sulla mensa. Nella specifica occasione parliamo della tavola imbandita dalla famiglia Traversa, dal cavaliere "del vino buono" Giuseppe nella cascina "Bertolotto", sede della nota azienda agricola spignese. Un maxi-banchetto consumato nella serata di giovedì 3 settembre, un appuntamento di spicco effettuato nell'ambito del panorama del settore vitivinicolo dell'Acquese, un momento diventato irrinunciabile per gli operatori del settore, nel caso specifico particolarmente da parte dell'Onav della sezione di Acqui Terme, ma anche per autorità locali e non, per i tanti amici del produttore spignese che ormai è da considerare tra i leader per quanto riguarda i vini di qualità.
Il benvenuto agli ospiti lo hanno porto il cavalier Giuseppe e Fabio Traversa, quest'ultimo fa parte della quarta generazione dell'azienda, una famiglia di vitivinicoltori.
Come hanno potuto notare gli onavisti acquesi, i vini di pregio dell'azienda Traversa nascono prima di tutto dall'attenzione, dall'entusiasmo e dal grande amore che i titolari dell'azienda hanno per la terra e per la vigna. A questo punto è anche utile sottolineare che la loro filosofia imprenditoriale è basata sul fatto di presentarsi al consumatore con bottiglie in grado di farsi ricordare per la loro qualità. E' il caso della Barbera Monferrato doc "I Cheini", un vino di qualità eccezionale che guarda verso il 2000, con caratteristiche che vanno dal color rosso rubino intenso al profumo vinoso, al gusto corposo ed armonico, che gli ospiti della serata hanno potuto degustare con un accompagnamento di polenta e lepre. Un piatto da ricordare per squisitezza. Utile anche ricordare il Dolcetto d'Acqui doc "La Muiette", vino asciutto, squisito, dal gusto con tendenza al mandorlato assaporato contemporaneamente a due "gioielli" di casa Traversa, il Dolcetto "I Chini" e "La Cresta", con un minestrone cucinato alla moda di un tempo, quando la nonna lo metteva sul fuoco al mattino presto, appena alzata, e lo lasciava sulla stufa a "sobbollire" sino all'ora di pranzo. Senza parlare de "La Birichina", Barbera del Monferrato doc, il Moscato "vendemmia tardiva" Vino bianco di Bertolotto, Il Moscazo "La Muscatela" e il Brachetto "Il Virginio".
Alla serata, era presente il sindaco di Acqui Terme Bernardino Bosio con il neo assessore alle finanze, Alberto Garbarino e i consiglieri comunali Barbara Ratti e Alberto Gennai, il presidente dell'Onav Antonio Vezza. La visita all'azienda vitivinicola "Cascina Bertolotto" è stata anche un'occasione per ammirare un paesaggio rurale dove la natura, in sintonia con l'opera dell'uomo nell'impiantare vigneti, disegna incomparabili armonie. La cascina Bertolotto, ad un'altitudine di 400 metri sul livello del mare, a pochi passi dalla Langa, è situata in una posizione collinare dove la terra è stata pacientemente conquistata dalla mano sapiente dell'uomo, dove nonni e bisnonni dei Traversa prima ancora delle attuali generazioni, hanno saputo trasformare terreni difficili in terra da vino. Con le attuali generazioni, il vino prodotto nel territorio della cascina Bertolotto sta conquistando un posto importante nella lista dei vini dei migliori ristoranti e gli scaffali delle cantine di chi ama bere "buono". Un traguardo che inizia dall'impegno della famiglia Traversa con l'attenta selezione delle uve e continua con una grande esperienza a livello di vinificazione maturata in tanti anni di attività.
BAROLO & CO. APRILE '88 ANNO VI - NUMERO 3
DOLCETTO D'ACQUI '87 IL MIGLIORE E' DI SPIGNO
Simpatica manifestazione "quasi spontanea", come è stata definita dagli organizzatori,
presso l'Enoteca Regionale di Acqui Terme, per presentare il Dolcetto d'Acqui dell'ultima annata. I dirigenti dell'Enoteca hanno indetto l'incontro per festeggiare un'annata piuttosto importante di questo vino, che sta dando degli eccellenti risultati qualitativi. Sei i tipi in degustazione: Franco Canotto di Moirano, un coltivatore diretto, la Vecchia Cantina Sociale di Rivalta, la Cantina Sociale di Acui Terme, il Castello di Orsara nel paese omonimo e infine Giuseppe Traversa coltivatore diretto di Spigno.
Quest'ultimo risulta notevole sia per il vino, interessante, equilibrato, meritevole di assaggio, sia per il personaggio. L'etichetta è composita e presenta una strana P in calce "La P significa tante cose, Pertini o il Papa, che l'anno bevuto e apprezzato". La produzione è limitata e tutta sistemata, soprattutto nel Canavese, "è lì che si trovano i buongustai, non in Lombardia", con una certa soddisfazione: "è un prodotto che si vende da sé, e lo pagano anche bene."
Affascinante la descrizione della sua azienda, che sorge a 500 metri di altezza, dove vivono o operano ancora i vecchi ("mio padre, 87 anni, è lui il potatore, cacciatore, raccoglitore di tartufi") in una valle che si apre all'improvviso tra le rocce e rivela un paesaggio che ci ricorda i primi western dell'infanzia, la valle solitaria e insieme il paradiso terrestre. "Coltiviamo per passione, neanche per interesse, aiutati da un ambiente domestico; ecco, io lo definisco un ambiente domestico, con un clima nostro, abbiamo anche due olivi, e tartufi. Lì è tutto buono, la frutta buona, l'erba buona." Due figli, tutti rimasti in agricoltura, la passione per servire il cliente anche con un'ospitalità particolare, esclusiva per loro "mia moglie è brava, ma la vera cuciniera è mia madre, e quando lavora lei, tutti zitti. Cose semplici, ma da noi è un successo anche la gallina bollita."
LA STAMPA SLOW FOOD EDITORE
SPIGNO MONFERRATO (AL)
CASCINA BERTOLOTTO VIA PIETRO PORRO, 70 TEL. 0144-91223
La famiglia Traversa ha il merito di avere portato la qualità nell'enologia della Valle Bormida di Spigno. Puntualmente ogni anno si ripete nelle degustazioni il successo dei suoi Dolcetti d'Acqui, mentre si fanno strada nuovi prodotti, come il Brachetto Il Virginio. Il vino più importante dell'azienda rimane il Dolcetto d'Acqui Le Mulette, un rosso di grande personalità. Agli amanti dei bianchi i Traversa offrono un eccellente Cortese dell'Alto Monferrato, Il Barigi.
SPECIALE I NOSTRI SAPORI MERCOLEDI' 26 GENNAIO 2000
AL CONFINE TRA LANGHE E MONFERRATO, LA CASCINA BERTOLOTTO
PRODUCE UNA VARIEGATA GAMMA DI VINI
I TRAVERSA SERVIVANO ANCHE LA CASA REALE
LA TENUTA NACQUE A SPIGNO NEL 1816
La tenuta Traversa, a Spigno, è nata nel 1816 ad opera di un prelato lungimirante, don Traversa, che suddivise poi fra i nipoti le varie cascine che costituivano la proprietà. Ai primi del '900 il nonno degli attuali proprietari si trasferì così alla cascina Bertolotto e cominciò a produrre vino, che vendeva, con buoni auspici del potente sacerdote, alla Casa Reale ed ai nobili della zona. Ora la proprietà è passata a Fabio Traversa, che la conduce con il padre, Giuseppe, e con la sorella, Maria Ida.
Singolare la posizione geografica dell'azienda, che si raggiunge percorrendo la statale Alessandria-Savona e, una volta a Spigno, si deve proseguire per Serole. La cascina Bertolotto è infatti situata ai confini con due terre famose per la coltivazione della vite: la Langa ed il Monferrato, ad una altitudine di circa 400 metri. A pochi chilometri si trova la pietra miliare che segna il confine tra Piemonte e Liguria ed i limiti territoriali fra quattro province: Alessandria, Asti, Cuneo e Savona.
La posizione geografica e la particolare esposizione delle vigne ad anfiteatro in direzione Est-Sud Ovest, unita all'interazione di altre colture di noccioleti, mandorle, bosco ceduo, ginestre e timo, favorita da un terreno molto vocato per la coltivazione della vite e da un particolare microclima influenzato da venti di mare caratterizzano sapori e profumi di uve e vino in modo assolutamente unico ed esclusivo.
"Abbiamo ripreso a produrre vino da circa 20 anni - ricorda Fabio Traversa - bonificando i terreni ed impiantando strutture. Ora l'azienda ha una superficie coltivata a vite di circa 15 ettari su un potenziale di 45. I restanti ettari sono occupati da un bosco ceduo, da cui ricaviamo legna, da una consistente coltura di nocciole e da una parte di seminativo e prato. La nostra produzione punta tutto sulla qualità, che otteniamo dedicando grande attenzione già nella vigna, con la cernita ed il diradamento dei grappoli ed attuando, grazie alla posizione geografica, la cosiddetta vendemmia tardiva, cioè, mediamente, un mese dopo gli altri, quando l'uva esprime il meglio della sua qualità: il 10 ottobre vendemmiamo il Cortese, dal 20 al 25 Barbera e Dolcetto ed il 2 novembre i Passiti. Una nostra abitudine è quella di vendere il vino soltanto l'anno dopo in cui è stato prodotto".
La produzione è di circa 60 mila bottiglie all'anno, soprattutto Dolcetto, vendute in ristoranti ed enoteche dell'Alta Italia. Variegata la gamma dei vini prodotti, che prendono il nome dal vigneto di provenienza. Abbiamo Il Virginio, un Brachetto doc Piemonte dolce; La Tia, Brachetto secco come si faceva un tempo; La Cresta, un Dolcetto d'Acqui doc dal gusto delicato e floreale; due Barbera del Monferrato doc, I Cheini, di grande struttura e adatto all'invecchiamento, e La Birichina, un rosso asciutto e brioso adatto a tutto pasto e dal gusto fruttato; il Dolcetto d'Acqui doc La Muiette, dal colore rosso rubino e dal gusto che tende al mandorlato, particolarmente indicato per accompagnare tagliatelle al ragù, agnolotti e bolliti misti; il Vin Bianc di Bertolotto, moscato di vendemmia tardiva dal colore giallo dorato e favorevole ad un invecchiamento anche molto lungo. Si accompagna molto bene con i formaggi piccanti. Ed ancora: Il Barigi, un Cortese dell'Alto Monferrato dal colore paglierino, da consumarsi fresco di annata; La Muscatela, moscato del Piemonte dolce e aromatico, dal profumo tendente alla rosa bulgara.
Ed infine anche una Grappa di Dolcetto, distillata dalle vinacce fresche del dolcetto La Muiette, dal profumo fruttato e dal gusto pieno e morbido.
PRATO CULTURA
SERATA DEDICATA AL DOLCETTO D'ACQUI
A FARE CULTURA STAVOLTA C'ERA IL VINO PIEMONTESE
Per una sera hanno infranto la tassativa regola di gruppi esclusivamente maschili. In onore di un vino d'eccezione, "Il Dolcetto d'Acqui" hanno invitato consorti ed ospiti per una cena tipicamente piemontese.
Stiamo parlando della delegazione pratese dell'Accademia Italiana della Cucina e dell'Associazione enogastronomica "Il Cenacolo" che sabato sera al Palace hanno promosso una serata di "cultura", è proprio il caso di dirlo, gastronomica ed enologica. L'ospite, particolarissimo, è stato un vino, "Il Dolcetto di Acqui", appunto, che viene prodotto nelle vigne del Cavalier Giuseppe Traversa di Spigno Monferrato, che, insieme alle migliori annate del suo vino dal pedigree ricchissimo, ha portato a Prato una cena a base di piatti piemontesi.
Quella del Cavalier Giuseppe Traversa è una piccola azienda viticola, in collina, a due passi da Acqui Terme.
Si tratta di una zona ancora profondamente radicata nella cultura agricola. "Coltiviamo per passione - racconta con evidente soddisfazione Giuseppe Traversa - neanche per interesse".
L'azienda Traversa si fonda su una gestione tipicamente familiare, anche i due Giovanni figli del viticoltore hanno deciso di rimanere a lavorare la terra per produrre il pregiatissimo "Dolcetto".
I ravioli di carne, nel vino e con il sugo, offerti l'altra sera al Palace, sono statu accuratamente preparati, naturalmente a mano, dall'anziana madre del Cavalier Traversa, che ha l'indiscussa autorità di cuoca di casa.
A tessere le lodi del "Dolcetto d'Acqui" sono intervenuti Gianni Liberti, delegato dell'Accademia Italiana della Cucina, e Marco Gramigni, presidente del "Cenacolo". L'azienda Traversa ha offerto bottiglie dell'88, dell'87 e un apprezzatissimo 85.
Oltre ai ravioli, dal Piemonte, sono arrivati gli affettati, la crema fritta e peperoni in bagna cauda, il tipico brasato, un delicatissimo sformato di cardi, formaggi e dolci di nocciole. Uniche note non piemontesi, il pane e alcuni dolci di Branchetti e "una creazione" di gelato di Vivoli.
La serata ha avuto anche il suo momento di ufficialità. L'assessore Duilio Gambassi, in rappresentanza del sindaco, ha offerto al sindaco di Spigno, Oscar De Cerchi, il "Gigliato" della città.
Erano presenti Giampiero Nani, presidente della comunità montana e della zona di Acqui e Massimo Bellandi, assessore alla Cultura del comune di Prato. Naturalmente gli ospiti piemontesi hanno offerto agli amici alcune pregiatissime bottiglie di "Dolcetto" e un invito a Spigno.
C.F.